giovedì 11 settembre 2014

11 settembre 1973

Colpo di stato militare in Cile. 
Per ricordarci che non siamo al riparo da quei poteri che portarono all'uccisione di Allende, alla dittatura di Pinochet, al campo di concentramento, tortura ed esecuzione predisposto nell'Estadio Nacional de Chile, alle 32.000 vittime della giunta militare.
Anche qui c'erano gli interessi delle multinazionali statunitensi, anche qui c'entrava l'economia ultraliberista e la volontà di dominio che affligge le nostre esistenze ancora oggi. Solo che non riusciamo più a vederla, ad individuarne i meccanismi sottili e terribili di sfruttamento. Proviamo ad ascolatere allora, e a cercare di capire che nulla é davvero cambiato.



Ricordiamoci anche le parole di Fabrizio Del Noce nel 1994, durante un comizio di Forza Italia: "Nessuno di noi, per carità, è per Pinochet. Ma, vivaddio, se ha tenuto un regime dittatoriale per alcuni anni, è comunque poi stato lui a condurre il paese alla democrazia. Ci sarà una bella differenza... E poi, quante persone avrà ammazzato Pinochet?".
Questo individuo è stato il direttore di Rai 1, canale televisivo pubblico, dal 2002 al 2009.

sabato 19 luglio 2014

19 luglio 1992

immagine tratta dal libro Ti racconterò tutte le storie che potrò, di Agnese Borsellino

sabato 12 luglio 2014

Torino free Gaza, oggi, giorno di guerra

Non basta, certo. Soprattutto dopo le notizie di oggi. Ma vedere persone che camminano insieme a volte fa sperare che qualcosa possa migliorare.





 

Un po' di silenzio per pensare alle troppe vittime, che continuano a crescere.


                                

martedì 8 luglio 2014

Il muro della vergogna e parole alle quali nessuno reagisce

Oggi Netanyahu ha annunciato che Israele sta considerando un possibile attacco terrestre nella Striscia di Gaza, oltre alla guerra di logoramento che già porta avanti da anni nel silenzio generale. 
I giornali radio ne parlano come se si trattasse di legittima difesa, senza un'ombra di indignazione o rabbia. Io invece sto scoppiando di rabbia. Non posso non sentire una sola parola da nessuno in Europa, in Italia, nel Mondo. Niente. Un muro di silenzio lungo anni e centinaia di chilometri.
Lungo almeno quanto il muro della vergogna, 700 km contrari al diritto internazionale, ma ancora esistenti.
Ecco quello che secondo me dovrebbe essere scritto sopra quel muro, prima di abbatterlo:



Abbatterlo e poi  fare finalmente quello che é giusto: creare due Stati e ridare la vita al popolo palestinese.